Salimmo di sera in soffitta per perdere tempo
cercando spezzoni di un film passato.
Tra sedie spagliate un grammofono sbadigliava muto
come una grande campanula perenne.
Il braciere di rame accoglieva il riposo
d' un ombrello da passeggio sbiadito da un sole lontano
e, sotto la lucerna, il vecchio baule evocava
tesori sepolti in isole lontane.
Quando l' aprimmo, gemette scontroso.
Dentro lenzuola di canapa dagli alti merletti,
nastri di pizzo, vecchie ricette e ancora, ancora tant'altro.
Uscirono anche ricordi di foto con noi
ormai senza tempo, leggemmo antiche poesie e
lettere dall'inchiostro ingiallito, vergate a pennino.
Dimentiche del tempo ridemmo e versammo lacrime.
Ci sorprese la prima luce indecisa del giorno
che filtrava dal lucernaio. Albeggiava.
Qualcosa di buono e silente
s'era poggiato nel cuore.
(dedicata a mia sorella Susanna)